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dEUS:POCKET REVOLUTION   (V2 Records International Ltd.)

 

dEUS:POCKET REVOLUTIONAnversa, 1994: cinque talentuosi musicisti danno vita al progetto dEUS, concretizzando le loro personali visioni del rock nel primo album, Worst Case Scenario. Segue a due anni di distanza In A Bar, Under The Sea e, nel 1999, il lavoro che ha maggiormente suscitato fantasie ed entusiasmi tra critici ed estimatori, ovvero The Ideal Crash. Compendio di sonorità prossime al pop ma segnate inevitabilmente dal rock e da frammenti di electro.

Merito sicuro dell’ispiratissimo frontman Tom Barman. E poi? Poi più nulla, fino alla metà del decennio in corso. Insomma, sino ad oggi, quando finalmente ci ritroviamo in mano il nuovo cd, dal titolo provocatorio ed emblematico: Pocket Revolution.

Innanzitutto, cos’è successo nei sei lunghi anni di silenzio? Beh, Mister Barman non è rimasto affatto con le mani in mano. È un artista iperattivo, fatica assai a restar fermo, si è cimentato in numerose e diverse iniziative. Tutto da quando, dopo le registrazioni (ed i relativi concerti) di The Ideal Crash, ha ricevuto il benservito dal chitarrista della formazione, Craig Ward (presente peraltro in numerose songs dell’ultimo ellepì).

Tom non voleva sciogliere la band e così ha deciso di non pensarci per un po’. Si è prima preoccupato di realizzare un’impresa tendenzialmente electro, insieme all’amico CJ Bolland, nome in codice: Magnus. Poi una esperienza acustica, con il pianista Guy Van Nueten, che si è concretizzata in diversi concerti e nella realizzazione di un disco live, a base di cover di personaggi come Captain Beefheart e Nick Drake. Ancora: nel 2004 ha girato il suo primo lungometraggio, Any Way The Wind Blows.

Nello stesso anno i dEUS riprendono a “frequentarsi”: suonano in qualche festival estivo e continuano ad esibirsi dal vivo anche durante l’autunno. Si comincia a parlare di un nuovo album…

Pocket Revolution rappresenta una sorta di nuova, quarta identità per il combo belga, grazie anche alla rinnovatissima line up (della formazione originale restano Tom ed il violinista Klaas Janzoons).

La caratteristica voce di Barman segna inevitabilmente le tracce che questa volta, oltre a rendere omaggio al precedente The Ideal Crash (Bad Timing in apertura) si avventurano coraggiosamente in territori mai solcati, come quelli di un soul bianco e ad alto tasso di dolcezza. Ascoltare per credere The Real Sugar (i Lambchop di Nixon nella testa?). E il dream pop da brividi sulla schiena? Presente, faccia un passo avanti la track n. 2: 7 Days, 7 Weeks.

Da non perdere inoltre i sei minuti di Sun Ra dove Monsieur Tom si fa accompagnare alla voce da un’ispirata Stef Kamil Carlens, peraltro presente anche nella splendida title track (Can you feel it, When all is stuck, right In front of you Can you Heal it I’t’s gonna take a revolution now To get through to you. Che cazzo, il ritornello è da u r l o!).

Scorrono i titoli di coda: Nothing Really Ends è già un classico, una song senza tempo e sti benedetti brividi stanno ancora là, sulla schiena…Bentornati dEUS, mille grazie per la vostra rivoluzione (comodamente) tascabile.

 


 
Bob Sinisi

http://www.deus.be/