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ALICE COLTRANE: Translinear light (Impulse/Universal)

 

Transfiguration, album datato 1978, è stato per molto tempo l’ultimo

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 lavoro consegnato al grande pubblico da Alice MacLeod, aka Turiya (o Swamini Turiyasangitananda), meglio conosciuta come la vedova di John Coltrane. Una donna nata a Detroit il 27 agosto 1937 che a sessantasette anni è ancora sorprendentemente bella. Una delle rare musiciste jazz a brillare di luce propria: sorella del bassista Ernie Farrow (ricordato per la sua presenza tra gli anni Cinquanta e Sessanta nelle formazioni di Stan Getz e Terry Gibbs); arpista e pianista di formazione classica e bebop (sostituì diverse volte McCoy Tyner nel quartetto del marito); apprezzata solista (la sua carriera da leader ha inizio nel 1968 con Cosmic music); co-protagonista nel 1974 di Illuminations insieme a Devadip Carlos Santana, poi ospite in studio per incisioni di Pharoah Sanders, Laura Nyro, McCoy Tyner, Joe Henderson, The Rascals.

   Negli ultimi due decenni, Alice Coltrane si è dedicata sempre più ad un personale cammino di ricerca spirituale pubblicando scritti e nastri fuori dal contesto jazz distribuiti privatamente o attraverso il ristretto circuito dell’Avatar Book Institute. Sporadiche apparizioni pubbliche, in gran parte a Los Angeles e New York. Il ritorno sulle scene, ventisei anni dopo quel disco prodotto da Ed Michel, si manifesta sotto il segno della storica Impulse, etichetta legata all'ultimo periodo di Mr. Coltrane.

   Undici brani in scaletta, incluse le eccellenti rivisitazioni di Crescent e Leo, del tradional Walk with me e di Sita Ram, pubblicato una prima volta nell'album Universal Consciousness (1971). Note di copertina a cura del critico Bill Milkowski (suo il volume monografico JACO: The Extraordinary and tragic life of Jaco Pastorius), ospiti di rilievo come Jack DeJohnette, Jeff Watts, James Genus, Charlie Haden ad attorniare la titolare e i figli Oran e Ravi (quest’ultimo anche impegnato in veste di produttore).

   Alice in duo, trio e quartetto. I lavori erano cominciati nel 2000 e in principio il disco, attribuito a Jack DeJohnette, Alice e Ravi Coltrane, avrebbe dovuto recare il marchio della BMG. Al primo ascolto, Translinear light traccia una netta linea di demarcazione tra sé e ciò che viene grossolanamente spacciato per jazz nelle vinerie ultrachic. Sarà per il titolo ricavato da un gioco di parole sul diminutivo ‘Tranè, sarà che qui, tanto per cominciare, c’è l’anima, il calore di una musica che nessuna moda, nessuna Viktoria Tolstoy riusciranno mai a seppellire per intero.

Un ponte tra la Alice conosciuta nei Settanta ed una concezione moderna del sound nero. Se mancano lo “sporco”, la tensione, il furore del free-jazz, è perché da un lato questo disco è tutto giocato sulle corde di una serenità interiore della sua autrice, dall’altro (fattore non trascurabile) perché le sedute di registrazione tra gli studi Ocean Way, Capitol, ‘O Henry Sound e Shivani, hanno sicuramente beneficiato di tecnologie più avanzate. L’effetto patinato viene meno, insomma, sotto la spinta di un’intenzione sincera che in qualche modo porta avanti e aggiorna l’enorme eredità di John Coltrane. Sviluppi armonici che richiamano tanto la musica orientale quanto il blues; l’uso spiazzante dell’organo wurlitzer (da molti ritenuto obsoleto) accanto a pianoforte e sintetizzatori; l’Africa e l’India senza passare per il Buddha Bar, come ha sottolineato a ragion veduta Luca Valtorta sulle pagine dell'inserto Musica di Repubblica.

    Composizioni affascinanti (e accessibili finanche ad orecchie poco o per nulla abituate al jazz) che sintetizzano il percorso di una lunga carriera artistica e mettono in evidenza la bravura dei discendenti di Coltrane (Oran al sax alto, Ravi al tenore e al soprano). Il vento di A Love Supreme, inteso come felice momento creativo, come opera aperta che non smetterà mai di dialogare con altre opere ad essa posteriori, soffia in diversi passaggi: da un lato l’America, dall’altro i raga indiani e, in Satya Sai Isha, brano che chiude il disco, il toccante coro dei Sai Anantam Ashram Singers registrato al The Vedantic Center di Alice, in California.

   Un mondo a parte. Un gusto superiore. Pura, eterna bellezza.

(J.R.D.)

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